previdenti oggi, sereni domani


Per la Persona

Quest'area è dedicata a tutte le persone che sono interessate a conoscere il mondo della previdenza complementare e, in particolare, desiderano maggiori informazioni in merito al Fondo Pensione Aperto di ITAS Vita.

In questa sezione potete trovare una breve presentazione del Fondo Pensione Plurifonds, le motivazioni per cui è importante aderire alla previdenza complementare e i vantaggi per chi sottoscrive l'adesione a Plurifonds.

Perché aderire?

Alla luce delle riforme pensionistiche che son state introdotte nel corso degli ultimi anni, la costruzione di una pensione complementare da affiancare a quella pubblica è diventata una necessità.

Nel prossimo futuro, le pensioni pubbliche,  con gli importi degli assegni pensionistici che potrebbero non superare il 50% dell'ultimo reddito lavorativo percepito, non saranno più sufficienti a garantirci un'esistenza dignitosa.

Pertanto l'adesione ad una forma di previdenza complementare come Plurifonds rappresenta la soluzione migliore per garantire a se stessi e ai propri cari un buon tenore di vita anche una volta cessata l'attività lavorativa riducendo la perdita economica che altrimenti deriverebbe dalla percezione della sola pensione pubblica.

Chi può aderire?

Tutti possono aderire a Plurifonds. Nello specifico:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi;
  • liberi professionisti;
  • lavoratori parasubordinati;
  • persone casalinghe e altri familiari fiscalmente a carico (reddito inferiore a 2.840,51 euro all'anno);
  • titolari di altri redditi (es. fabbricati, capitale, ...);
  • lavoratori già iscritti ad un altro fondo pensione o che intendono cambiarlo (nel rispetto delle regole dettate dalla normativa vigente);
  • aderenti ad un fondo negoziale che intendono usufruire di un'ulteriore fonte di risparmio.

I vantaggi


L'adesione a Plurifonds permette di beneficiare di una serie di vantaggi, tra cui:
  • assicurarsi una solida e certa integrazione economica negli anni della pensione;
  • possibilità di destinare al Fondo Pensione il TFR pregresso;
  • dedurre i contributi versati (fino ad un massimo di 5.164, 57 euro l’anno);
  • possibilità di dedurre anche i versamenti effettuati a favore dei soggetti fiscalmente a carico (sempre entro il limite di 5.164,57 euro l'anno);
  • tassazione vantaggiosa in fase di prestazione. Può arrivare fino ad un minimo del 9%;
  • tassazione agevolata dei rendimenti finanziari: il 20% contro il 26% di tutti gli altri strumenti finanziari;

UNO SGUARDO AI MERCATI


Il quadro macroeconomico internazionale rimane sostanzialmente invariato, evidenziando una perdurante situazione di debolezza. I dati sulla crescita economica rimangono negativi anche per quanto riguarda gli indicatori prospettici.
Le tensioni commerciali degli Stati Uniti con la Cina e, più recentemente, con l’Europa hanno effetti negativi sulla crescita globale e si traducono in un atteggiamento di prudenza sui mercati. La Banca Centrale Europea e la Federal Reserve negli Stati Uniti hanno prima annunciato e poi intrapreso un nuovo ciclo di stimolo monetario indirizzato al sostegno dell’economia. Come conseguenza i tassi di interesse rimangono estremamente bassi anche sulle scadenze più lunghe, grazie anche ad un tasso di infl azione debole, specialmente nell’Eurozona. Di qui alla fi ne dell’anno, l’attenzione sarà concentrata sulla evoluzione delle trattative tra Stati Uniti e Cina e la relativa guerra dei dazi, ma anche su altri potenziali rischi geopolitici come quelli legati a Brexit e tensioni nel Medioriente.
I rendimenti di Plurifonds risultano positivi per tutti i comparti, evidenziando una crescita più che soddisfacente e stabile dall’inizio dell’anno ed in linea con quelli dei benchmark di riferimento. Al 30 settembre, la resa dei 5 comparti è pari a:


I RENDIMENTI DEI FONDI PENSIONE E DEL TFR NEL BREVE E LUNGO PERIODO (Dati in %)


MEGLIO LA PREVIDENZA INTEGRATIVA

La previdenza complementare, oltre alla possibilità di ottenere una rendita integrativa della pensione obbligatoria, rappresenta un’opportunità di risparmio che consente di affrontare con maggiore serenità eventuali difficoltà personali e lavorative, anche agevolando l’uscita dal mercato del lavoro e la transizione verso il pensionamento.

Il fondo pensione nasce quindi con un obiettivo specifi co: aiutare il lavoratore a colmare il gap tra rendita pensionistica e ultimo stipendio. Il tasso di sostituzione stimato al momento del pensionamento per un 35enne che inizia a lavorare oggi con uno reddito lordo annuo di 30mila euro è del 60% circa. Questo signifi ca che tra il suo ultimo stipendio e il primo assegno Inps ci sarà un buco del 40%, un gap che non permetterà al pensionato di mantenere lo stesso tenore di vita che aveva durante l’attività lavorativa.

Proprio per questo il Fondo Pensione ha delle regole fi nalizzate a conservare l’investimento per un lungo periodo di tempo.

Prima si inizia a versare nella previdenza integrativa, maggiori saranno anche i benefici fiscali, a partire dalla deducibilità (abbattimento dell’imponibile fiscale) dei contributi versati fino a un massimo di 5.164,57 euro.

È vero che investendo in azioni e obbligazioni ci si espone al rischio mercato e quindi a potenziali perdite ma nel lungo periodo, i mercati hanno sempre restituito ritorni positivi agli investitori quindi la strada giusta sembra essere proprio quella del fondo pensione. La via del fondo pensione offre inoltre il vantaggio di poter versare nel Fondo anche il TFR, avvantaggiandosi di una tassazione delle prestazioni finali nettamente favorevole con un’aliquota massima del 15% contro il 23% minimo che colpisce la liquidazione lasciata in azienda.

Cosa scegliere poi tra fondi aperti, chiusi e Pip dipende da diversi fattori. Uno potrebbe essere quello dei costi, che mediamente sono più bassi per i fondi chiusi e più alti per i Pip. Oppure si potrebbe guardare al rendimento offerto in passato. In questo caso, secondo gli ultimi dati Covip, fanalino di coda sono ancora i piani individuali pensionistici, con un rendimento annualizzato dell’1,2% per i comparti obbligazionari e del 5,4% per le linee azionarie. Fondi chiusi e aperti, invece hanno rendimenti praticamente allineati.

(per approfondimenti: L’Economia del Corriere della Sera – 30.09.2019)

Per approfondire ulteriori aspetti chiedi al nostro personale dedicato: Elena e Monika saranno a tua disposizione, oppure visita il sito: www.plurifonds.it


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